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Il Giro delle Frazioni di Menaggio

Menaggio  Porticciolo

GIRO DELLE FRAZIONI DI MENAGGIO

Questa passeggiata circolare collega Menaggio con le sue tre frazioni Croce, Loveno e Nobiallo e porta a scoprire le loro testimonianze storiche e artistiche. Percorreremo le tracce della ex ferrovia, che a partire dal 1884 ha portati i turisti di tutta Europa sul lago di Como, scopriremo le trincee scavate durante la Prima Guerra Mondiale sul Monte Crocetta,i resti del Castello di Menaggio distrutto nel 1523,la soliva Loveno  zona residenziale di prestigio a partire dalla fine del  settecento  e infine visiteremo Nobiallo, tipico villaggio di pescatori  allungato lungo il lago sotto l'occhio protettore della Madonna della Pace con la sua stupenda architettura del ‘600. 

Lungo il percorso, si può scegliere di seguire tra il sentierino un po' più impegnativo, che sale al belvedere la Crocetta oppure il sentiero con meno dislivello che conduce direttamente alla frazione Croce.

Punto di partenza: Menaggio, Piazza Garibaldi (200 m)

Itinerario: Menaggio, Croce (oppure la Crocetta), vecchia ferrovia, Castello, Loveno, Nobiallo, Menaggio

Lunghezza: 11 km (con deviazione alla Crocetta 13 km)

Durata globale: ore 3,00 (con deviazione alla Crocetta 3.30 ore)

Dislivello in salita: 280 m (con deviazione alla Crocetta 411 m)

Altitudine massima: 396 m (con deviazione alla Crocetta 490 m)

Difficoltà: Se scegliete di fare il percorso al Belvedere la Crocetta, dovete percorrere un sentierino in ripida salita, per cui è meglio dotarsi di scarponcini

 

Da Piazza Garibaldi ci portiamo sul lungolago e proseguiamo a destra lungo via Mazzini. Proprio all'inizio della via, sopra l'arco di una antica casa che ospita una pescheria, notiamo un dipinto novecentesco del pittore menaggino Bruno Azimonti raffigurante la pesca miracolosa, un omaggio a una delle attività storicamente più importanti della gente del Lario.  Passiamo davanti al porticciolo per proseguire lungo via IV Novembre e appena dopo lo storico Grand Hotel Menaggio ci troviamo davanti all'ex stazione ferroviaria della antica linea Menaggio - Porlezza che oggi ospita un negozio alimentari. 

La linea ferroviaria tra Menaggio e Porlezza, inaugurata nel 1884, nacque allo scopo di incrementare il turismo del nord Europa verso la regione dei laghi. Arrivati in treno a Lugano, i passeggeri proseguivano con il piroscafo fino a Porlezza e da qui con il treno fino a Menaggio.  Tra le due guerre mondiali, fino al 1939, la linea ferroviaria venne sfruttata come sistema di trasporto locale, per poi cadere in abbandono al termine della seconda guerra mondiale.

Attraversata via IV Novembre e raggiunto il distributore di benzina, seguiamo le indicazioni per l'Ostello della Gioventù (Youth Hostel). Raggiunto l'ostello proseguiamo dritto lungo lo sterrato seguendo le tracce dell'ex ferrovia. Dopo 400 metri, al tornante, giriamo a destra e saliamo la ripida strada che segue il fianco del Monte Crocetta.

Per superare il dislivello di 170 m fra Menaggio (207 m) e Cardano (377 m), la linea ferrata  si dirigeva dapprima verso sud in direzione di Griante, poi i convogli, grazie ad una particolare manovra chiamata "regresso",(che si svolgeva proprio qui a questo tornante) tornavano indietro salendo per proseguire in direzione nord.

Dopo 300 metri lasciamo via Privata Fratelli Castelli e imbocchiamo a sinistra il sentiero segnato con i cartelli del PTP (percorso trail permanente: uno dei percorsi della Marathon Trail Lago di Como). Dopo 200 metri, prima di arrivare a un cancelletto, scendiamo lungo il sentiero a destra seguendo i bollini rossi e dopo 300 metri arriviamo a un bivio. Qui si può scegliere tra i due itinerari. A sinistra c'è il ripido sentierino che porta al belvedere la Crocetta per poi scendere alla frazione Croce, a destra invece il sentiero che porta direttamente alla frazione Croce (segnaletica).

Croce Vista dalla Crocetta 

1. Per Belvedere la Crocetta: Seguendo il sentiero che si inerpica nel bosco si arriva dopo una salita di ca. 30 minuti al belvedere la Crocetta.

Il Monte Crocetta era uno dei punti cardine del complesso sistema di fortificazioni costruito, a scopo difensivo, durante la Prima Guerra Mondiale. Questa linea di fortificazione denominata "Occupazione Avanzata Frontiera Nord", era più comunemente conosciuta come Linea Cadorna.  I camminamenti che possiamo osservare in più punti, sono stati puliti e restaurati e volendo si possono percorrere scoprendo così le postazioni blindate, i ricoveri per le truppe e gli osservatori.

Giungiamo alla chiesetta dedicata a San Maurizio che venne eretta nel 1975 dal Gruppo Alpini di Menaggio, a ricordo dei caduti di tutte le guerre. Al suo interno due affreschi di Bruno Azimonti. Sotto la chiesa, nel bunker che fa parte delle fortificazioni del monte Crocetta, vi è il sacrario dove sono ricordati tutti i caduti menaggini. Dalla chiesa si gode una stupenda vista su Menaggio. Poco oltre la chiesetta si trova il punto panoramico la Crocetta, da dove si domina il Centro Lago con una vasta veduta sul ramo di Lecco, sulle Orobie, verso nord, sull'Alto Lago e la Valtellina. Scendiamo lungo la carrareccia che presto diventa una strada asfaltata che conduce alla frazione di Croce, il borgo più elevato del Comune di Menaggio. Al bivio prendiamo proprio di fronte a noi (a sinistra si sale al Golf Club Menaggio - Cadenabbia, uno tra i più antichi d'Europa, fondato nel 1907) una piccola scaletta che ci conduce ad un antico lavatoio  dopo il quale si sbuca sulla strada statale 340 che collega Menaggio a Lugano. La attraversiamo nei pressi della parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo per imboccare via Maggiore che ci porta al centro dell'antico nucleo.  

2. Per la frazione Croce: Seguendo invece a destra il sentiero delle Brughiere sbuchiamo dopo ca. 300 nella via delle Brughiere che seguiamo in salita a sinistra per poi sbucare in via V. Casartelli, un po' sotto l'ospedale di Menaggio. Seguiamo sempre in salita a sinistra il marciapiede che si addentra nell'area dell'ospedale per arrivare a una cappelletta dedicata alla Madonna del Caravaggio, dove imbocchiamo la mulattiera che sbuca sulla statale 340 che collega Menaggio a Lugano. Proseguiamo a sinistra e, giunti al semaforo nei pressi della parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, attraversiamo per imboccare via Maggiore che ci porta al centro dell'antico nucleo.

Croce ha la struttura tipica dei paesi agricoli con una caratteristica piazza del '600, con selciato a livello rialzato, dove si concludevano i riti della fienagione, della battitura e della raccolta.

  Villa Mylius Vigoni a Loveno Villa Mylius Vigoni a Menaggio

Dalla piazzetta pieghiamo a sinistra e poi girare subito a destra in via Maré che diventa un sentierino e sbuca in un parcheggio. Proseguiamo a destra per arrivare al ex tirassegno dove imbocchiamo la ciclo-pedonale che scende sul tracciato dell'ex ferrovia Menaggio - Porlezza. Proseguiamo a destra e attraversiamo il tunnel lungo 90 metri dove una volta passava il treno.  Usciamo dalla valle arrivando a un'area di sosta provvista di alcune panchine. In fondo alla strada asfaltata, un po' prima che questa sbuchi sulla Strada Statale 340, prendiamo a sinistra la scalinata che scende di nuovo sulla statale. La attraversiamo per seguire Via Monte Grappa che conduce a Largo Fossato. Qui prendendo sulla nostra destra via San Giusto, possiamo raggiungere la piccola chiesa e ammirare il panorama dal belvedere. Ritorniamo sui nostri passi a Largo Fossato.

Qui in effetti c'era una volta un fossato che circondava la rocca medievale di Menaggio. Curiosi? Facciamo una piccola deviazione. Attraversiamo la statale prendiamo via Fabbri che fiancheggia i grossi muraglioni che facevano parte del Castello di Menaggio. Nel 1523 i Grigioni misero a fuoco Menaggio e il castello fu distrutto e completamente smantellato.  Sorpassato il piccolo parcheggio continuiamo lungo via Fabbri. Collocata sulle spallette di un cancello, si trova una testa del toro di San Luca, databile intorno al 1100 e, poco più avanti si trova una fontana detta "del Salvatore" che ha, nell' arco sovrastante, un busto in rilievo quasi illeggibile; la sua datazione può essere contemporanea al toro di San Luca.

 In fondo alla Via Fabbri sbuchiamo in Via Castellino da Castello e la seguiamo in salita a sinistra. Sulla facciata della casa al civico 56, si trovano due notevoli reperti del XI, rappresentanti un felino alato ed una coppia. Le sculture provengono dalla chiesa di San Giacomo che sorgeva nelle vicinanze. Poco avanti troviamo la chiesa di San Carlo, che fu fatta erigere da Cinzio Calvi sui ruderi dell'antico castello, affinché servisse da sepolcro per lui e la moglie Caterina Camozzi. Nella cappella di sinistra una tela con i SS. Fermo, Apollonia e Agata; a destra, l'Addolorata con Cristo Morto. Caratteristico il campanile a vela in stile spagnolesco visibile però solo dal centro paese. Arrivati in fondo alla Via Castellino da Castello attraversiamo e proseguiamo a destra sfruttando il marciapiede che attraversa il ponte sul fiume Sanagra.

Risaliamo la scalinata che fiancheggia l'Albergo Loveno. Arrivati di nuovo sullo stradone si prosegue a sinistra; al tornante imbocchiamo a sinistra il proseguimento della Via N. Sauro. Siamo a Loveno, piccolo borgo dal fascino particolare, da sempre prescelto come residenza estiva di nobili famiglie che lo ornarono di bellissime ville. E'il caso di Villa Bel Faggio in Piazza Wachs Mylius, che ospitò illustri personaggi. Poco più avanti in Largo Vittorio Veneto, si trova l'ingresso di Villa Bolza. Le ville erano anche importanti centri culturali: infatti, al di là delle personalità ospitate, custodivano spesso preziose collezioni d'arte. Si prosegue a sinistra lungo Via Garovaglio e si intravede sulla destra il bellissimo giardino della villa Garovaglio Ricci. In fondo alla via si erge la parrocchiale dei SS. Lorenzo e Agnese, riedificata tra il 1725 e il 1728.  Nel suo interno, oltre agli affreschi di Luigi Tagliaferro, si conserva una pregevole tela della "Madonna dei Sette Dolori" ed una statua lignea di Lorenzo Matieli del 1737. Dal sagrato della chiesa proseguiamo a destra (a sinistra si sale a Piamuro, alle porte del Parco Val Sanagra) in Via Giulio  Vigoni e passiamo davanti all'ingresso di Villa Mylius Vigoni la dimora lovenese più prestigiosa. 

Nel 1829 Mylius acquista la villa che amplia e abbellisce nel corso degli anni per ospitare le sue ricche collezioni di dipinti, statue e preziosi arredi. Si viene a formare così una casa museo che grazie alla cura dei discendenti, i Vigoni, si è conservata intatta fino ai giorni nostri. Un vasto parco all'inglese progettato e realizzato da Giuseppe Balzaretto, circonda la villa, offrendo una cornice naturalistica e ambientale di rara bellezza. La villa lasciata in eredità da Ignazio Vigoni alla Repubblica Federale di Germania è ora sede di un centro di promozione della cultura.  La villa e il suo parco sono visitabili con guida su prenotazione tel. 0344 361232. Dirimpetto Villa Garovaglio Ricci, sede di uffici del centro Italo Tedesco.

Entriamo nella Loveno antica per arrivare in Piazza Giuseppe Vigoni, dove si trova una bella fontana. Proseguiamo in Via Cariboni e dopo una trentina di metri imbocchiamo a destra Via Alessandro Volta, dedicata al fisico la cui famiglia è originaria di Loveno. Notare la Madonna del XV e la placca commemorativa di A. Volta sulla facciata della casa al numero civico 6. Si sbuca al lato dell'ingresso di Villa Govone. La costruzione risale al XVII secolo. (Sulla facciata una lapide ricorda Massimo d'Azeglio (1798 - 1866) uomo di stato, scrittore, pittore il quale soggiornò sovente nella vicina Villa Calabi d'Azeglio)

Prendiamo a sinistra e poi, appena superato la splendida magnolia, a destra su via Filzi. Sbuchiamo sulla strada provinciale che attraversiamo per imboccare la storica mulattiera la Ghidolda, un'antica via di collegamento tra Nobiallo e Loveno anche chiamata "La Via degli Sposi" perché era tradizione, che le giovani coppie la percorressero in occasione delle nozze. In fondo la mulattiera è interrotta dopo la costruzione di una galleria e siamo costretti a passare per un terreno che ha le sembianze di un cantiere per poi scendere lungo una ripida strada asfaltata che termina nei pressi della stazione dei carabinieri.

Il campanile della chiesa dei SS Bartolomeo e Nicolao a Nobiallo La Madonna della Pace a Nobiallo 

Imbocchiamo a sinistra l'Antica Strada Regina che attraversa l'abitato di Nobiallo. Nobiallo è un pittoresco borgo di pescatori, le quali stradine e scalinate degradano verso il lago. È raggruppato intorno alla parrocchiale dei SS. Bartolomeo e Nicola che presenta un insolito campanile romanico pendente del XIII secolo. Nella piazzetta si scorge sulla facciata di una delle case un'Annunciazione, interessante esempio di arte popolare. In fondo all'abitato un antico ponte detto della Madonna permette di attraversare il torrente e raggiungere in posizione panoramica il Santuario della Regina della Pace, il cui nome ricorda la firma del trattato della pace dei Pirenei tra Francia e Spagna (1659).

Da qui prosegue il percorso dell'Antica Strada Regina che era una delle più importanti vie di transito, poiché permetteva un rapido collegamento tra la Pianura Padana e l'Oltrealpe. Dal Santuario si inerpica sul Sasso Rancio per arrivare a S. Siro. L'itinerario viene descritto nel libretto "10 Passeggiate intorno a Menaggio".

Dal Santuario torniamo sui nostri passi e appena superato il ponte della Madonna scendiamo a sinistra fino ad arrivare al lago.  Seguiamo a destra il lungo lago e superiamo il molo, una volta perno della vita economica della località, e il nuovo porto turistico. Fiancheggiamo la galleria seguendo il percorso ciclo-pedonale, dove si trova una palestra di roccia, attrezzata dal CAI locale, su una parete a strapiombo sullago. Proseguiamo lungo via Diaz e all'altezza del campo santo pieghiamo a sinistra passando davanti alla cappelletta dedicata a Santa Barbara. Di seguito imbocchiamo Via Roma a sinistra, passando per il Lido di Menaggio costruito nel 1934, un notevole esempio dello stile architettonico razionalista.

Arriviamo poi sul Lungo Lago Benedetto Castelli dove troviamo il monumento dedicato alla tessitrice di Francesco Somaini, donato dalla famiglia Mantero che sulle sponde del fiume Sanagra, aveva una delle sue più antiche e prestigiose seterie. Nel marmo, in alto si intravede in negativo la sagoma di una tessitrice, mentre sotto è un susseguirsi di drappeggi cascanti al suolo.

Proseguendo sul Lungo Lago, passando davanti al Grand Hotel Victoria, arriviamo in Largo Cavour. Qui è ubicato un pannello con delle foto storiche di Menaggio. Poco avanti ci troviamo di nuovo in Piazza Garibaldi.

 

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